Domande Frequenti
Domande frequenti
In questa sezione trovate le risposte alle domande più frequenti sui nostri prodotti, sui servizi Cartapacking e sulle modalità di acquisto.
Generali
Posso acquistare un solo flacone invece di tutto il cartone?
No, purtroppo non è possibile.
Ogni prodotto è venduto nell'unità di vendita indicata (ad esempio cartone, confezione o pacco). La quantità minima ordinabile e gli incrementi d'acquisto sono gestiti automaticamente dai nostri sistemi logistici e, per questo motivo, non è possibile ordinare quantità inferiori.
È possibile passare a visionare i prodotti?
Certamente!
Siamo volentieri a disposizione. Vi preghiamo gentilmente di volerci contattare per pianificare un appuntamento.
Come posso restituire un prodotto?
Per conoscere le modalità di ordinazione, spedizione e restituzione dei prodotti, consulta la nostra pagina dedicata: https://cartapacking.ch/it/ordini-e-resi.
Posso passare a ritirare direttamente la merce?
Certamente!
Non appena il tuo ordine sarà pronto, verrai contattato dal nostro personale per concordare il giorno e l'orario del ritiro presso la nostra sede.
Imballaggi
Come si legge la qualità del cartone?
La qualità del cartone è identificata da una sigla tecnica che descrive la composizione delle carte utilizzate e il tipo di onda. Ad esempio:
KMFMK/36263/BC
- KMFMK = Tipologia delle cinque carte che compongono il cartone, ad iniziare dalla coopertina:
- K = Kraft
- M = Medium
- F = Fluting
- M = Medium
- K = Kraft
- 36263 = Grammatura delle singole carte:
- 3 = Copertina da 150 g/m²
- 6 = Ondulazione da 150 g/m²
- 2 = Copertina da 125 g/m²
- 6 = Ondulazione da 150 g/m²
- 3 = Copertina da 150 g/m²
- BC = Cartone a doppia onda composto da un'onda B e un'onda C.
Questa codifica permette di identificare con precisione la struttura del cartone, la qualità delle carte impiegate e la tipologia di onda utilizzata per ottenere la resistenza richiesta.
Di seguito trovi la legenda completa delle sigle utilizzate.
Tipi di carta
| Sigla | Descrizione |
|---|---|
| K | Kraft |
| L | Liner |
| T | Test |
| C | Camoscio |
| S | Semichimica |
| M | Medium |
| F | Fluting |
Carte da copertina
| Codice | Grammatura |
|---|---|
| 2 | 125 g/m² |
| 3 | 150 g/m² |
| 4 | 175 g/m² |
| 5 | 200 g/m² |
| 6 | 225 g/m² |
| 8 | 275 g/m² |
| 9 | 300 g/m² |
Carte da ondulazione
| Codice | Grammatura |
|---|---|
| 2 | 112 g/m² |
| 4 | 127 g/m² |
| 6 | 150 g/m² |
| 9 | 180 g/m² |
Tipologie di onda
| Sigla | Altezza |
|---|---|
| K | 5,0 mm |
| A | 4,5 mm |
| C | 3,5 mm |
| B | 2,5 mm |
| E | 1,2 mm |
| F | 0,8 mm |
Nota: La combinazione di due o più onde singole genera cartoni a doppia o tripla onda (ad esempio EB, BC o ABA), offrendo una maggiore resistenza alla compressione, agli urti e al trasporto.
Che differenza c'è tra un nastro adesivo in PVC e uno in PP?
La differenza principale tra un nastro adesivo in PVC e uno in PP riguarda il materiale di supporto e le caratteristiche di utilizzo.
| Caratteristica | Nastro in PVC | Nastro in PP |
|---|---|---|
| Rumorosità | Molto silenzioso durante lo svolgimento | Generalmente più rumoroso |
| Elasticità | Maggiore | Minore |
| Resistenza alla rottura | Elevata | Buona |
| Adesione | Ottima anche su cartoni non perfettamente lisci | Ottima su superfici regolari |
| Svolgimento | Fluido, morbido e uniforme | Più rigido |
| Costo | Generalmente più elevato | Più economico |
Quando scegliere un nastro in PVC?
Il nastro adesivo in PVC è consigliato per chi effettua molte spedizioni, desidera una chiusura di alta qualità, uno svolgimento silenzioso e una buona affidabilità anche su cartoni pesanti o non perfettamente lisci.
Quando scegliere un nastro in PP?
Il nastro adesivo in PP è la soluzione ideale per gli utilizzi quotidiani e per la maggior parte degli imballaggi standard. Offre un ottimo rapporto qualità/prezzo ed è molto utilizzato nelle spedizioni comuni.
Attenzione: oltre al materiale del nastro, è molto importante considerare anche il tipo di adesivo utilizzato. Un nastro può infatti essere realizzato con adesivo acrilico, Hot Melt o solvente, e questo può influire molto sulle prestazioni finali.
A parità di supporto, due nastri adesivi possono comportarsi in modo molto diverso in base all'adesivo impiegato, alla temperatura, al tipo di cartone e al tempo di stoccaggio previsto.
In sintesi: il nastro in PVC privilegia prestazioni, silenziosità e comfort di utilizzo, mentre il nastro in PP rappresenta una scelta economica e versatile per la maggior parte delle applicazioni. Per una scelta corretta è però sempre utile valutare anche il tipo di adesivo e le condizioni di utilizzo.
È migliore un film stretch cast o soffiato?
Non esiste un film estensibile migliore in assoluto: la scelta tra film stretch cast e film stretch soffiato (blown) dipende dal tipo di utilizzo e dalle caratteristiche del carico da imballare.
| Caratteristica | Film Cast | Film Soffiato (Blown) |
|---|---|---|
| Trasparenza | Molto elevata | Inferiore |
| Silenziosità nello svolgimento | Molto silenzioso | Più rumoroso |
| Resistenza alla perforazione | Buona | Molto elevata |
| Memoria elastica | Buona | Ottima |
| Resistenza agli spigoli vivi | Buona | Superiore |
| Costo | Generalmente inferiore | Generalmente superiore |
Quando scegliere un film stretch Cast?
È la soluzione ideale per la maggior parte delle applicazioni. Grazie all'elevata trasparenza, allo svolgimento silenzioso e all'ottimo rapporto qualità/prezzo è il film più utilizzato per l'imballaggio quotidiano di pallet e colli.
Quando scegliere un film stretch Soffiato (Blown)?
È consigliato quando il carico presenta spigoli vivi, superfici irregolari oppure quando è richiesta una maggiore resistenza alla perforazione e una migliore capacità di mantenere la tensione nel tempo, anche durante lunghi trasporti o stoccaggi.
Attenzione: le prestazioni di un film estensibile non dipendono esclusivamente dal processo produttivo (Cast o Soffiato), ma anche dallo spessore, dalla qualità delle materie prime e dalla percentuale di allungamento del film.
In sintesi: il film Cast rappresenta la scelta più versatile, trasparente ed economica per la maggior parte degli utilizzi, mentre il film Soffiato (Blown) offre prestazioni superiori quando sono richieste maggiore resistenza alla perforazione e migliore tenuta su carichi difficili.
Un film di ultima generazione da 12-15 μm può, in molti casi, sostituire un tradizionale film da 23 μm, garantendo la stessa sicurezza con un minor consumo di materiale e una riduzione dei costi.
Hanno maggiore tenuta le borsette di plastica in HD o quelle in LD?
Non esiste una tipologia migliore in assoluto: le borsette in HD (Polietilene ad Alta Densità) e quelle in LD (Polietilene a Bassa Densità) hanno caratteristiche differenti e sono progettate per utilizzi diversi.
| Caratteristica | HD (Alta Densità) | LD (Bassa Densità) |
|---|---|---|
| Rigidità | Elevata | Molto flessibile |
| Elasticità | Ridotta | Elevata |
| Resistenza allo strappo | Buona | Molto elevata |
| Resistenza alla perforazione | Inferiore | Superiore |
| Capacità di carico | Ottima a parità di spessore | Ottima grazie alla maggiore elasticità |
| Aspetto | Opaco e leggermente rumoroso | Lucido, morbido e trasparente |
| Costo | Generalmente inferiore | Generalmente superiore |
Quando scegliere una borsetta in HD?
È indicata quando si desidera una borsa leggera, economica e con una buona capacità di carico. Per questo motivo è molto utilizzata nella grande distribuzione, nei negozi alimentari e per il trasporto di prodotti non particolarmente delicati.
Quando scegliere una borsetta in LD?
È consigliata quando è richiesta una maggiore elasticità, una migliore resistenza allo strappo e alla perforazione oppure un aspetto più elegante. È ideale per negozi, boutique e per il trasporto di prodotti con spigoli o forme irregolari.
Attenzione: la resistenza di una borsetta non dipende soltanto dal materiale (HD o LD), ma anche dallo spessore, dalla qualità della materia prima, dal tipo di saldatura e dalla forma della maniglia.
In sintesi: le borsette in HD sono generalmente più economiche e rigide, mentre quelle in LD offrono maggiore elasticità, una migliore resistenza agli strappi e una maggiore durata nell'utilizzo quotidiano. La scelta migliore dipende sempre dall'utilizzo previsto.
Igiene
Cosa cambia in base al pH nei prodotti WC?
Il pH indica il grado di acidità o alcalinità di un prodotto detergente ed è uno dei fattori più importanti per scegliere il prodotto corretto.
In generale:
| pH | Tipologia | Ideale per... |
|---|---|---|
| 0 - 6 | Acido | Calcare, incrostazioni, ruggine e residui minerali. |
| 7 | Neutro | Pulizia quotidiana di superfici delicate. |
| 8 - 14 | Alcalino | Grasso, sporco organico, residui alimentari e residui di sapone. |
Nel caso dei detergenti per WC, il pH è un elemento fondamentale:
- I prodotti acidi sono particolarmente efficaci contro calcare, incrostazioni, residui urinari e altre impurità di origine minerale.
- I prodotti neutri sono indicati per la pulizia quotidiana e la manutenzione ordinaria delle superfici.
- I prodotti alcalini sono utilizzati principalmente per rimuovere sporco organico, residui grassi e altre contaminazioni di origine organica, ma risultano meno efficaci contro il calcare.
Attenzione: un detergente con un pH più estremo non è necessariamente migliore. Utilizzare un prodotto troppo acido su superfici sensibili o con eccessiva frequenza può danneggiare alcuni materiali, mentre un prodotto troppo delicato potrebbe non essere sufficiente per eliminare il calcare più ostinato.
In sintesi: se il problema principale è il calcare, scegli un detergente acido. Per la pulizia quotidiana è generalmente sufficiente un prodotto neutro, mentre per eliminare sporco organico e residui grassi è preferibile un detergente alcalino. Utilizzare il prodotto corretto permette di ottenere risultati migliori, ridurre i consumi e preservare le superfici nel tempo.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking trovi sempre indicate le principali caratteristiche del detergente, compreso il pH, così da poter scegliere rapidamente il prodotto più adatto alle tue esigenze e al tipo di sporco da rimuovere.
Quale detersivo e brillantante per lavastoviglie dovrei scegliere?
La scelta del detersivo e del brillantante dipende principalmente dalla durezza dell'acqua, dal tipo di stoviglie da lavare e dalla frequenza di utilizzo della lavastoviglie.
| Condizione | Prodotto consigliato |
|---|---|
| Acqua dolce | Detersivo standard con dosaggio ridotto. |
| Acqua mediamente dura | Detersivo professionale e brillantante universale. |
| Acqua dura o molto calcarea | Detersivo specifico per acque dure e brillantante ad elevata efficacia. |
| Bicchieri e cristalli | Brillantante specifico per evitare aloni e favorire un'asciugatura perfetta. |
Perché è importante il brillantante?
Il brillantante facilita l'asciugatura delle stoviglie, riduce la formazione di aloni e gocce d'acqua e contribuisce a mantenere bicchieri, posate e piatti perfettamente brillanti.
Attenzione: utilizzare un detergente troppo aggressivo o un dosaggio non corretto può provocare aloni, residui, opacizzazione dei bicchieri e un inutile aumento dei consumi. Allo stesso modo, un dosaggio insufficiente potrebbe non garantire una pulizia efficace.
Se utilizzi una lavastoviglie professionale con dosatore automatico, è importante scegliere un detergente e un brillantante compatibili tra loro e regolare correttamente il dosaggio. Una regolazione non corretta può compromettere il risultato del lavaggio, aumentare i consumi e favorire la formazione di depositi di calcare o residui sulle stoviglie.
In sintesi: il miglior risultato si ottiene scegliendo il detergente e il brillantante in funzione della durezza dell'acqua e regolando correttamente il dosaggio della lavastoviglie. Una corretta combinazione permette di ottenere stoviglie perfettamente pulite, asciutte e brillanti riducendo allo stesso tempo consumi e costi di esercizio.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking trovi le principali caratteristiche dei detergenti e dei brillantanti professionali, oltre alle indicazioni sul loro impiego. Se non conosci la durezza della tua acqua o hai dubbi sul prodotto più adatto, il nostro personale sarà lieto di aiutarti a individuare la soluzione più adatta alle tue esigenze.
Come regolo il dosaggio della lavastoviglie in base ai prodotti?
Il dosaggio della lavastoviglie deve essere regolato in base al tipo di prodotto utilizzato, alla durezza dell'acqua, al livello di sporco delle stoviglie e alle indicazioni riportate sulla scheda tecnica del detergente o del brillantante.
In generale:
| Fattore | Influenza sul dosaggio |
|---|---|
| Durezza dell'acqua | Più l'acqua è dura, maggiore può essere la quantità di detergente necessaria. |
| Tipo di sporco | Residui grassi, amidi e sporco secco possono richiedere un dosaggio più elevato. |
| Temperatura di lavaggio | Temperature corrette migliorano l'efficacia del detergente e aiutano a ridurre i consumi. |
| Tipo di prodotto | Ogni detergente o brillantante ha una concentrazione diversa e deve essere dosato secondo le indicazioni del produttore. |
| Risultato finale | Aloni, residui o stoviglie bagnate indicano spesso una regolazione non corretta. |
Come capire se il dosaggio non è corretto?
| Problema riscontrato | Possibile causa |
|---|---|
| Stoviglie ancora sporche | Dosaggio insufficiente, temperatura non corretta o acqua troppo dura. |
| Bicchieri opachi o con aloni | Brillantante non corretto, dosaggio errato o presenza di calcare. |
| Schiuma eccessiva | Troppo prodotto, prodotto non idoneo o residui di detersivo manuale sulle stoviglie. |
| Stoviglie bagnate a fine ciclo | Brillantante insufficiente o temperatura di risciacquo non adeguata. |
| Residui bianchi | Calcare, acqua dura o dosaggio non adeguato del detergente. |
Nel caso di lavastoviglie professionali con dosatore automatico, la regolazione deve essere eseguita in modo preciso e possibilmente verificata con controlli periodici. Un dosaggio troppo basso può compromettere il risultato del lavaggio, mentre un dosaggio troppo alto aumenta inutilmente i consumi e può lasciare residui sulle stoviglie.
Attenzione: non è consigliabile modificare il dosaggio “a occhio”. Prima di intervenire è importante verificare la durezza dell'acqua, controllare le indicazioni del produttore e osservare il risultato del lavaggio per capire se il problema riguarda il detergente, il brillantante, la temperatura o la qualità dell'acqua.
In sintesi: il dosaggio corretto dipende dal prodotto utilizzato, dalla durezza dell'acqua e dal tipo di sporco. Una regolazione precisa permette di ottenere stoviglie pulite, brillanti e asciutte, riducendo al tempo stesso sprechi, costi di esercizio e problemi di calcare.
Consiglio: se utilizzi una lavastoviglie professionale e non sei sicuro della regolazione corretta, il nostro personale può aiutarti a valutare il prodotto più adatto e le condizioni di utilizzo più corrette.
Che cos'è un prodotto enzimatico?
Un prodotto enzimatico è un detergente che contiene uno o più enzimi, sostanze naturali in grado di degradare specifiche tipologie di sporco organico trasformandole in composti più semplici e facilmente eliminabili.
A differenza dei detergenti tradizionali, gli enzimi non "sciolgono" lo sporco con l'azione chimica, ma lo decompongono agendo direttamente sulle molecole che lo costituiscono.
I principali enzimi utilizzati sono:
| Enzima | Agisce su... |
|---|---|
| Proteasi | Proteine (sangue, alimenti, latte, uova, ecc.) |
| Amilasi | Amidi (pasta, riso, pane, farine, ecc.) |
| Lipasi | Grassi e oli |
| Cellulasi | Residui vegetali e fibre |
Quando utilizzare un prodotto enzimatico?
- Per eliminare residui organici difficili.
- Per la pulizia di pavimenti, superfici, servizi igienici e ambienti dove sono presenti residui biologici.
- Per ridurre la formazione di cattivi odori, agendo direttamente sulla causa e non limitandosi a coprirli.
- Per la manutenzione di scarichi, sifoni e tubazioni soggetti ad accumuli di materiale organico.
Attenzione: gli enzimi sono efficaci solo sullo sporco organico. Non sono invece indicati per rimuovere calcare, ruggine, cemento o altri depositi minerali, per i quali è necessario utilizzare prodotti specifici.
Per ottenere la massima efficacia è inoltre importante rispettare le modalità d'uso indicate dal produttore. Gli enzimi hanno bisogno di un adeguato tempo di contatto per svolgere la loro azione e, in molti casi, è preferibile non risciacquare immediatamente il prodotto.
In sintesi: un detergente enzimatico è la soluzione ideale quando è necessario eliminare residui organici e i relativi cattivi odori in modo efficace e naturale. Utilizzato correttamente, contribuisce a mantenere gli ambienti più puliti e igienizzati senza ricorrere a prodotti particolarmente aggressivi.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking trovi sempre indicate le principali caratteristiche e gli ambiti di utilizzo dei detergenti enzimatici. Se hai dubbi sul prodotto più adatto alle tue esigenze, il nostro personale sarà lieto di aiutarti nella scelta della soluzione migliore.
I vostri prodotti di igiene sono pronti all'uso?
No, non tutti. Il nostro assortimento comprende sia prodotti pronti all'uso (Ready to Use) sia prodotti concentrati, da diluire prima dell'utilizzo.
I prodotti pronti all'uso sono ideali per interventi rapidi e possono essere utilizzati direttamente, senza alcuna preparazione.
I prodotti concentrati, invece, devono essere diluiti secondo le indicazioni del produttore. Questa soluzione permette di ottenere numerosi vantaggi:
- Riduzione dei costi di utilizzo.
- Minore impatto ambientale grazie a un minor consumo di imballaggi.
- Possibilità di preparare la concentrazione più adatta in funzione del tipo di sporco.
- Riduzione degli spazi necessari per lo stoccaggio.
Attenzione: utilizzare un prodotto concentrato senza la corretta diluizione può comprometterne l'efficacia, aumentare i consumi o, in alcuni casi, danneggiare le superfici da trattare.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking è sempre indicato se il prodotto è pronto all'uso oppure concentrato, insieme alle modalità di impiego e alle eventuali diluizioni consigliate. In caso di dubbi, il nostro personale sarà lieto di aiutarti nella scelta del prodotto più adatto alle tue esigenze.
Che cos'è il sistema HACCP?
HACCP è l'acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Points (Analisi dei Pericoli e Controllo dei Punti Critici) ed è un sistema di prevenzione studiato per garantire la sicurezza degli alimenti durante tutte le fasi di preparazione, lavorazione, conservazione e distribuzione.
L'obiettivo dell'HACCP è identificare i possibili rischi per la sicurezza alimentare e adottare procedure che permettano di prevenirli o mantenerli sotto controllo.
I principali rischi possono essere:
| Tipologia di rischio | Esempi |
|---|---|
| Biologico | Batteri, virus, muffe e altri microrganismi. |
| Chimico | Residui di detergenti, disinfettanti o altre sostanze chimiche. |
| Fisico | Frammenti di vetro, metallo, plastica, legno o altri corpi estranei. |
Perché è importante?
- Riduce il rischio di contaminazione degli alimenti.
- Favorisce il rispetto delle normative vigenti.
- Aiuta a mantenere elevati standard di igiene e sicurezza.
- Tutela sia il consumatore finale sia l'operatore del settore alimentare.
Attenzione: utilizzare prodotti conformi alle procedure HACCP non significa che siano "più potenti" o "più aggressivi". Significa che sono idonei all'impiego negli ambienti in cui vengono manipolati alimenti e che, se utilizzati correttamente, contribuiscono al mantenimento delle corrette condizioni igieniche previste dal piano HACCP.
In sintesi: l'HACCP non è un prodotto né una certificazione, ma un sistema di gestione della sicurezza alimentare basato sulla prevenzione dei rischi. Una corretta pulizia, una disinfezione adeguata e l'utilizzo dei prodotti appropriati rappresentano elementi fondamentali per il suo corretto funzionamento.
Consiglio: molti prodotti professionali presenti nel catalogo Cartapacking sono idonei all'utilizzo in ambienti alimentari e riportano chiaramente le informazioni tecniche e le modalità di impiego. Se hai dubbi sul prodotto più adatto alla tua attività, il nostro personale sarà lieto di aiutarti nella scelta della soluzione più idonea.
Come si interpretano i pittogrammi di pericolo?
I pittogrammi di pericolo sono simboli previsti dal sistema GHS / CLP e servono a identificare rapidamente i principali rischi associati a un prodotto chimico.
Ogni prodotto deve essere utilizzato seguendo le indicazioni riportate sull'etichetta e sulla relativa Scheda di Sicurezza (SDS).
| Pittogramma | Significato | Esempi |
|---|---|---|
![]() Esplosivo |
Può esplodere in particolari condizioni. | Esplosivi, alcuni perossidi organici. |
![]() Infiammabile |
Può prendere facilmente fuoco. | Alcol, solventi, spray infiammabili. |
![]() Comburente |
Può alimentare o intensificare un incendio. | Ossidanti, perossidi, prodotti comburenti. |
![]() Gas sotto pressione |
Contiene gas compressi, liquefatti o refrigerati. | Bombole, aerosol, gas tecnici. |
![]() Corrosivo |
Può provocare gravi ustioni cutanee, lesioni oculari e danneggiare i metalli. | Disincrostanti acidi, soda caustica, detergenti fortemente alcalini. |
![]() Tossico |
Può essere tossico o molto tossico anche in piccole quantità. | Alcuni biocidi, pesticidi o sostanze chimiche specifiche. |
![]() Irritante / Nocivo |
Può causare irritazioni, allergie cutanee, sonnolenza o effetti nocivi. | Molti detergenti professionali e prodotti chimici di uso comune. |
![]() Pericolo per la salute |
Può provocare effetti gravi o cronici sulla salute. | Sostanze sensibilizzanti, cancerogene o con effetti sugli organi. |
![]() Pericoloso per l'ambiente |
Può essere dannoso per l'ambiente acquatico. | Biocidi, disinfettanti e alcuni detergenti concentrati. |
Attenzione: la presenza di uno o più pittogrammi non significa necessariamente che un prodotto sia pericoloso se utilizzato correttamente. I pittogrammi servono a informare l'utilizzatore sui possibili rischi e sulle precauzioni da adottare durante l'impiego, lo stoccaggio e lo smaltimento.
È sempre consigliabile leggere attentamente l'etichetta e consultare la Scheda di Sicurezza (SDS), dove sono riportate tutte le informazioni relative ai rischi, ai dispositivi di protezione individuale (DPI) consigliati e alle modalità di utilizzo del prodotto.
In sintesi: i pittogrammi di pericolo sono uno strumento semplice e immediato per riconoscere i principali rischi di un prodotto chimico e adottare le corrette misure di sicurezza durante il suo utilizzo.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking sono riportate le principali informazioni di sicurezza e, quando previste dal produttore, sono disponibili anche le relative Schede di Sicurezza (SDS), utili per un utilizzo corretto e consapevole dei prodotti.
Disinfezione
I disinfettanti sono solo a base di alcool?
No. L'alcool è uno dei principi attivi più conosciuti, ma non è l'unico utilizzato nei prodotti disinfettanti. Esistono numerose formulazioni sviluppate per esigenze specifiche e per diversi ambiti di utilizzo.
I principali principi attivi sono:
| Principio attivo | Caratteristiche principali | Impiego tipico |
|---|---|---|
| Alcool (Etanolo o Isopropanolo) | Azione rapida, evapora senza lasciare residui. | Mani, superfici e piccole attrezzature. |
| Sali quaternari d'ammonio | Buona azione disinfettante e lunga permanenza sulla superficie. | Superfici, pavimenti e ambienti professionali. |
| Perossido di idrogeno | Elevato potere ossidante e assenza di residui significativi. | Superfici, ambienti sanitari e attrezzature. |
| Ipoclorito di sodio | Molto efficace contro numerosi microrganismi. | Sanificazione di superfici e ambienti. |
Quando scegliere un disinfettante a base di alcool?
È particolarmente indicato quando si desidera un'azione rapida e un'asciugatura veloce, ad esempio per la disinfezione delle mani o di superfici che devono tornare rapidamente operative.
Quando scegliere un disinfettante senza alcool?
Può essere la scelta migliore quando è richiesta una maggiore permanenza del principio attivo sulla superficie, quando si devono trattare materiali sensibili all'alcool o quando sono necessarie caratteristiche specifiche per determinati ambienti professionali.
Attenzione: non tutti i disinfettanti sono adatti a qualsiasi utilizzo. È importante verificare che il prodotto sia indicato per la superficie o l'ambiente da trattare e rispettare sempre il tempo di contatto previsto dal produttore per garantire la corretta efficacia disinfettante.
In sintesi: l'efficacia di un disinfettante non dipende dalla presenza di alcool, ma dal principio attivo utilizzato, dalla sua concentrazione e dal corretto impiego. La scelta del prodotto deve quindi essere effettuata in funzione dell'applicazione e del risultato che si desidera ottenere.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking trovi sempre indicate le principali caratteristiche del disinfettante, il principio attivo e gli ambiti di utilizzo consigliati. Se hai dubbi sul prodotto più adatto alle tue esigenze, il nostro personale sarà lieto di aiutarti nella scelta della soluzione più idonea.
Per quanto tempo bisogna far agire un disinfettante?
Affinché un disinfettante sia realmente efficace, deve rimanere a contatto con la superficie per un tempo sufficiente. Questo intervallo è chiamato tempo di contatto ed è uno dei fattori più importanti per ottenere una corretta disinfezione.
Il tempo necessario può variare in base al principio attivo, alla concentrazione del prodotto e al tipo di microrganismo che si desidera eliminare.
| Fattore | Influenza sul tempo di contatto |
|---|---|
| Principio attivo | Ogni principio attivo richiede un tempo specifico per raggiungere la massima efficacia. |
| Concentrazione | Un prodotto diluito in modo non corretto può richiedere tempi maggiori o risultare meno efficace. |
| Tipo di superficie | Superfici porose o molto sporche possono ridurre l'efficacia del trattamento. |
| Livello di sporco | Residui organici e sporco possono ostacolare l'azione del disinfettante. |
Prima si pulisce, poi si disinfetta.
La disinfezione deve essere eseguita su superfici già pulite. Sporco, grasso e residui organici possono infatti ridurre significativamente l'efficacia del principio attivo.
Attenzione: spruzzare un disinfettante e asciugarlo immediatamente non consente quasi mai di ottenere una corretta disinfezione. È fondamentale rispettare il tempo di contatto indicato sull'etichetta o sulla scheda tecnica del prodotto.
In alcuni casi può essere necessario lasciare asciugare naturalmente il prodotto, mentre in altri è previsto un successivo risciacquo, soprattutto quando il disinfettante viene utilizzato su superfici destinate al contatto con alimenti. È quindi sempre importante seguire le istruzioni del produttore.
In sintesi: non esiste un tempo di contatto valido per tutti i disinfettanti. Per ottenere la massima efficacia è indispensabile rispettare le indicazioni riportate dal produttore, utilizzando il prodotto alla corretta concentrazione e lasciandolo agire per il tempo previsto.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking sono sempre riportate le modalità di utilizzo, le eventuali diluizioni e il tempo di contatto consigliato dal produttore. Se hai dubbi sul corretto impiego di un disinfettante, il nostro personale sarà lieto di aiutarti.
È meglio un disinfettante gel, liquido o in schiuma?
Non esiste una formulazione migliore in assoluto. La scelta tra un disinfettante in gel, liquido o in schiuma dipende dalla superficie da trattare, dalle modalità di applicazione e dal risultato che si desidera ottenere.
| Tipologia | Vantaggi | Impiego consigliato |
|---|---|---|
| Gel | Aderisce a lungo alle superfici, riduce il rischio di colature e prolunga il tempo di contatto. | WC, sanitari, superfici verticali e punti difficili da raggiungere. |
| Liquido | Si distribuisce rapidamente ed è ideale per trattare grandi superfici. | Pavimenti, piani di lavoro, attrezzature e superfici estese. |
| Schiuma | Aderisce bene alle superfici verticali, permette di vedere chiaramente dove è stato applicato il prodotto e limita gli spruzzi. | Pareti, superfici verticali, ambienti alimentari e sanitari. |
Quando scegliere un disinfettante in gel?
È la soluzione ideale quando è necessario che il prodotto rimanga a contatto con la superficie per un tempo prolungato, come nel caso di WC, orinatoi e sanitari.
Quando scegliere un disinfettante liquido?
È indicato per la pulizia e la disinfezione di superfici estese, dove è importante distribuire rapidamente il prodotto in modo uniforme.
Quando scegliere un disinfettante in schiuma?
È particolarmente adatto alle superfici verticali e agli ambienti in cui è importante controllare visivamente l'area trattata. Inoltre, riduce la formazione di aerosol rispetto ai normali prodotti spray.
Attenzione: indipendentemente dalla formulazione scelta, il disinfettante deve essere utilizzato seguendo le indicazioni del produttore e rispettando sempre il tempo di contatto necessario per garantire la corretta efficacia.
In sintesi: il gel è ideale per superfici verticali e sanitari, il liquido è perfetto per superfici estese e utilizzi generali, mentre la schiuma offre un'applicazione controllata, uniforme e particolarmente pratica sulle superfici verticali.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking trovi sempre indicate la formulazione, gli ambiti di utilizzo e le modalità di applicazione. Se hai dubbi sul prodotto più adatto alle tue esigenze, il nostro personale sarà lieto di aiutarti nella scelta della soluzione più idonea.
Come si usa un disinfettante o igienizzante per superfici?
Per ottenere una disinfezione efficace non è sufficiente spruzzare il prodotto sulla superficie. È importante seguire una procedura corretta affinché il principio attivo possa agire nel modo previsto.
Procedura consigliata:
| Fase | Operazione |
|---|---|
| 1. Pulizia | Rimuovere sporco, polvere, grasso e residui organici con un detergente idoneo. |
| 2. Applicazione | Applicare il disinfettante o l'igienizzante in modo uniforme su tutta la superficie. |
| 3. Tempo di contatto | Lasciare agire il prodotto per il tempo indicato dal produttore. |
| 4. Risciacquo (se previsto) | Quando indicato in etichetta, risciacquare accuratamente la superficie, soprattutto se destinata al contatto con alimenti. |
| 5. Asciugatura | Lasciare asciugare naturalmente oppure asciugare secondo le indicazioni del produttore. |
Disinfettante o igienizzante: qual è la differenza?
- Disinfettante: è un prodotto autorizzato che ha dimostrato la propria efficacia contro specifici microrganismi secondo la normativa vigente.
- Igienizzante: contribuisce a ridurre la carica microbica e a mantenere le superfici pulite, ma non sostituisce un disinfettante quando è richiesta una vera e propria disinfezione.
Attenzione: non spruzzare il prodotto e rimuoverlo immediatamente. Il tempo di contatto è fondamentale affinché il principio attivo possa svolgere la propria azione. Inoltre, una superficie sporca o un dosaggio non corretto possono ridurre sensibilmente l'efficacia del trattamento.
Quando si opera in ambienti alimentari, sanitari o professionali è sempre importante utilizzare prodotti idonei all'applicazione prevista e seguire le istruzioni riportate sull'etichetta e sulla Scheda di Sicurezza (SDS).
In sintesi: una corretta disinfezione si ottiene pulendo preventivamente la superficie, applicando il prodotto in modo uniforme, rispettando il tempo di contatto e seguendo le indicazioni del produttore. Utilizzare il prodotto corretto nel modo corretto è il metodo più efficace per garantire igiene e sicurezza.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking trovi sempre le modalità di utilizzo, le eventuali diluizioni e le indicazioni del produttore. Se hai dubbi sul prodotto più adatto o sulla corretta procedura di utilizzo, il nostro personale sarà lieto di aiutarti.
Gastro
Che cos'è il PLA e quando si utilizza?
Il PLA è l'acronimo di acido polilattico, una bioplastica ottenuta da materie prime di origine vegetale, come mais, canna da zucchero o altre fonti rinnovabili.
Viene utilizzato soprattutto nella produzione di articoli monouso per il settore alimentare, come bicchieri, coppette, contenitori trasparenti, coperchi e imballaggi per alimenti freddi.
| Caratteristica | PLA |
|---|---|
| Origine | Materia prima di origine vegetale e rinnovabile. |
| Aspetto | Trasparente, rigido e simile alla plastica tradizionale. |
| Utilizzo ideale | Alimenti freddi, bevande fredde, insalate, dessert e take away freddo. |
| Resistenza al calore | Limitata: non è indicato per alimenti o bevande molto calde. |
| Compostabilità | Può essere compostabile in impianti industriali, se certificato secondo le norme applicabili. |
Quando utilizzare articoli in PLA?
Il PLA è particolarmente indicato per prodotti freddi o a temperatura ambiente, come bicchieri per bevande fredde, coppette per dessert, contenitori per insalate, coperchi trasparenti e imballaggi per alimenti da asporto non caldi.
Quando evitare il PLA?
Il PLA non è generalmente adatto a caffè, tè, zuppe, pietanze calde, microonde o utilizzi con temperature elevate, perché può deformarsi o perdere stabilità.
Attenzione: il fatto che un prodotto sia realizzato in PLA non significa automaticamente che possa essere smaltito nel compost domestico o nell'organico. La compostabilità dipende dalla certificazione del prodotto e dalle regole di smaltimento applicate localmente.
In sintesi: il PLA è una bioplastica trasparente e di origine vegetale, ideale per alimenti e bevande fredde. È una valida alternativa alla plastica tradizionale in molte applicazioni monouso, ma deve essere scelto correttamente in base alla temperatura di utilizzo e alle indicazioni di smaltimento.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking trovi sempre le informazioni principali sul materiale, sull'utilizzo consigliato e sulle eventuali certificazioni. Se hai dubbi sul prodotto più adatto alla tua attività, il nostro personale sarà lieto di aiutarti nella scelta della soluzione più idonea.
Quali materiali posso mettere in microonde?
Non tutti i contenitori monouso possono essere utilizzati nel forno a microonde. L'idoneità dipende dal materiale, dalla temperatura raggiunta e soprattutto dalle indicazioni del produttore.
Di seguito una panoramica dei materiali più comuni:
| Materiale | Microonde | Note |
|---|---|---|
| PP (Polipropilene) | Sì, se dichiarato idoneo dal produttore | È uno dei materiali più utilizzati per contenitori destinati al riscaldamento nel microonde. |
| CPET | Sì, se dichiarato idoneo dal produttore | Resiste a temperature elevate ed è spesso utilizzato per piatti pronti e alimenti da riscaldare. |
| Carta e cartoncino | Sì, se dichiarati idonei dal produttore | L'idoneità dipende dal tipo di carta, dal trattamento superficiale e da eventuali rivestimenti interni. |
| Bagassa | Sì, se dichiarata idonea dal produttore | Molti contenitori in fibra vegetale possono essere utilizzati nel microonde, ma è sempre necessario verificare le specifiche del prodotto. |
| PLA | No, salvo diversa indicazione del produttore | Non è generalmente progettato per resistere alle alte temperature e può deformarsi. |
| Alluminio | No, salvo diversa indicazione del produttore del forno e del contenitore | L'utilizzo nel microonde è possibile solo in condizioni specifiche e se espressamente consentito. |
| Polistirolo (EPS) | No, salvo diversa indicazione del produttore | Non è generalmente adatto al riscaldamento nel microonde. |
Come riconoscere un contenitore idoneo?
I prodotti progettati per il microonde riportano normalmente l'apposito simbolo oppure l'indicazione del produttore relativa all'idoneità all'uso nel forno a microonde.
Attenzione: anche un contenitore idoneo al microonde può avere limiti di temperatura, di tempo o di tipologia di alimento. È quindi sempre importante seguire le istruzioni riportate dal produttore.
È inoltre consigliabile evitare di riscaldare alimenti molto ricchi di grassi o zuccheri a temperature elevate, poiché possono raggiungere temperature superiori rispetto al contenitore stesso.
In sintesi: il PP e il CPET sono tra i materiali più comunemente utilizzati per il riscaldamento nel microonde, mentre il PLA non è generalmente adatto alle alte temperature. In ogni caso, l'idoneità deve sempre essere verificata sulle indicazioni del produttore.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking trovi le informazioni relative all'idoneità al microonde, alle temperature di utilizzo e alle principali caratteristiche del materiale, così da scegliere il contenitore più adatto alle tue esigenze.
Qualsiasi busta sottovuoto è idonea alla cottura?
No. Non tutte le buste sottovuoto sono idonee alla cottura. L'idoneità dipende dal materiale utilizzato, dallo spessore, dalla temperatura massima supportata e dalle indicazioni del produttore.
Esistono infatti buste sottovuoto pensate esclusivamente per la conservazione degli alimenti e buste specifiche per la cottura sottovuoto o sous-vide.
| Tipologia | Utilizzo | Cottura |
|---|---|---|
| Buste per conservazione | Conservazione sottovuoto di alimenti freschi o congelati. | Non necessariamente idonee alla cottura. |
| Buste per cottura sottovuoto | Cottura a bassa temperatura, sous-vide e rigenerazione. | Sì, se utilizzate entro i limiti indicati dal produttore. |
| Buste goffrate | Utilizzate soprattutto con macchine sottovuoto ad aspirazione esterna. | Solo se dichiarate idonee alla cottura. |
| Buste lisce | Utilizzate soprattutto con macchine sottovuoto a campana. | Solo se dichiarate idonee alla cottura. |
Come riconoscere una busta idonea alla cottura?
Una busta adatta alla cottura deve riportare chiaramente l'idoneità al contatto alimentare e le condizioni di utilizzo, in particolare la temperatura massima e il tempo massimo di esposizione al calore.
Attenzione: utilizzare una busta non idonea alla cottura può provocare deformazioni, perdita di tenuta della saldatura o il rilascio di sostanze non previste per l'utilizzo ad alte temperature. Per questo motivo è sempre importante verificare le indicazioni del produttore prima dell'uso.
È inoltre importante distinguere tra cottura sottovuoto, rigenerazione, pastorizzazione e semplice conservazione: ogni utilizzo può richiedere buste con caratteristiche diverse.
In sintesi: una busta sottovuoto non è automaticamente adatta alla cottura. Per cucinare o rigenerare alimenti sottovuoto è necessario scegliere buste specificamente dichiarate idonee dal produttore e rispettare sempre i limiti di temperatura e tempo indicati.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking trovi le informazioni relative all'idoneità al contatto alimentare, alla temperatura di utilizzo e agli impieghi consigliati. Se hai dubbi sulla busta più adatta alla tua macchina sottovuoto o al tuo tipo di utilizzo, il nostro personale sarà lieto di aiutarti nella scelta.
Che differenza c'è tra una busta sottovuoto liscia e una goffrata?
La differenza principale tra una busta sottovuoto liscia e una busta sottovuoto goffrata non riguarda la qualità del materiale, ma il tipo di macchina sottovuoto con cui devono essere utilizzate.
| Caratteristica | Busta Liscia | Busta Goffrata |
|---|---|---|
| Superficie | Perfettamente liscia. | Presenta una speciale goffratura (canali d'aria). |
| Macchina compatibile | Macchine sottovuoto a campana. | Macchine sottovuoto ad aspirazione esterna. |
| Principio di funzionamento | L'aria viene aspirata dall'intera camera della macchina. | La goffratura crea dei canali che permettono l'aspirazione dell'aria dall'interno della busta. |
| Utilizzo tipico | Macellerie, gastronomie, ristoranti, laboratori alimentari e industria. | Uso domestico, piccoli laboratori e attività con macchine ad aspirazione esterna. |
| Costo | Generalmente inferiore. | Generalmente superiore per la lavorazione della goffratura. |
Perché esiste la goffratura?
Nelle macchine sottovuoto ad aspirazione esterna la superficie goffrata crea una rete di piccoli canali che permette all'aria di essere aspirata fino all'ultimo istante. Con una busta completamente liscia l'aspirazione si interromperebbe molto prima, impedendo di ottenere un vuoto corretto.
Le prestazioni sono diverse?
A parità di materiale e spessore, una busta liscia e una goffrata offrono prestazioni molto simili in termini di conservazione degli alimenti. La scelta dipende principalmente dalla macchina utilizzata e non dalla qualità della busta.
Attenzione: una busta liscia non funziona correttamente con una macchina ad aspirazione esterna, così come una busta goffrata non è necessaria su una macchina a campana. Utilizzare la busta corretta permette di ottenere un vuoto ottimale e di evitare inutili sprechi.
In sintesi: scegli una busta liscia se utilizzi una macchina sottovuoto a campana, mentre scegli una busta goffrata se possiedi una macchina sottovuoto ad aspirazione esterna. La differenza principale non è la qualità della busta, ma il principio di funzionamento della macchina.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking è sempre indicato il tipo di macchina compatibile con ciascuna busta sottovuoto. Se non sei sicuro del modello che utilizzi, il nostro personale sarà lieto di aiutarti a scegliere il prodotto più adatto.
Le cannucce bio hanno una tenuta equivalente a quelle in plastica?
Le moderne cannucce ecosostenibili offrono prestazioni molto vicine a quelle delle tradizionali cannucce in plastica. Tuttavia, la durata e la resistenza dipendono dal materiale con cui sono realizzate, dalla qualità del prodotto e dal tipo di bevanda.
| Materiale | Resistenza | Ideale per... |
|---|---|---|
| Carta | Buona, soprattutto nelle versioni di qualità professionale. | Bibite, soft drink, cocktail e utilizzi di breve e media durata. |
| Bambù o materiali naturali | Elevata. | Cocktail, bevande fredde e presentazioni di pregio. |
Sono resistenti come quelle in plastica?
Le cannucce ecosostenibili di ultima generazione hanno raggiunto livelli di qualità molto elevati. Le cannucce professionali in carta, ad esempio, mantengono normalmente la loro consistenza per tutta la durata della consumazione della bevanda, senza ammorbidirsi rapidamente come accadeva con le prime versioni.
Attenzione: nessuna cannuccia è universale. Alcuni materiali sono progettati principalmente per bevande fredde o a temperatura ambiente, mentre utilizzi particolari possono richiedere prodotti specifici. È quindi importante verificare sempre le caratteristiche indicate dal produttore.
Anche il tipo di bevanda influisce sulla durata: cocktail, frappè, granite o bevande particolarmente acide possono richiedere cannucce con caratteristiche specifiche.
In sintesi: le moderne cannucce ecosostenibili rappresentano oggi una valida alternativa alla plastica. Scegliendo il materiale più adatto alla bevanda e all'utilizzo previsto è possibile ottenere comfort, resistenza e praticità molto simili alle tradizionali cannucce in plastica.
Consiglio: nelle schede prodotto di Cartapacking trovi sempre il materiale, le dimensioni e gli utilizzi consigliati per ogni cannuccia. Se hai dubbi sul prodotto più adatto alla tua attività, il nostro personale sarà lieto di aiutarti nella scelta della soluzione più idonea.









